giovedì 3 Aprile 2025
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Museo Nicolis: a Vicenza Classic Car Show 2025, un viaggio nel tempo tra gli anni ’70 e ’80

Alla Fiera di Vicenza, dal 28 al 30 marzo, l’esposizione di modelli iconici, interpreti di un decennio dallo stile rivoluzionario

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Alla Fiera di Vicenza, dal 28 al 30 marzo, l’esposizione di modelli iconici, interpreti di un decennio dallo stile rivoluzionario

Il Museo Nicolis torna a Vicenza Classic Car Show per incantare i visitatori con un’esposizione che celebra due epoche iconiche: “Back to the ’70” e “Back to the Future”, a 40 anni dall’uscita del celebre film.

Fedele al suo stile innovativo, il Museo Nicolis invita tutti gli appassionati a intraprendere un viaggio nel tempo per ammirare da vicino tre capolavori dell’ingegneria e del design automobilistico che si collocano a cavallo tra il fascino rivoluzionario degli anni ’70 e la visione futuristica degli anni ’80 e una selezione di oggetti iconici dell’epoca.

“Back to the ’70”, sinonimo di cambiamenti e stile inconfondibile. Gli anni ’70, decennio di trasformazioni sociali e culturali, hanno introdotto stili eccentrici e innovativi nella moda, nell’architettura e nel design, incluso quello automobilistico. Tra questi, il passaggio a linee più squadrate, con frontali importanti incorniciati da fari incassati o retrattili e linee a cuneo, ispirate ai prototipi futuristici di Bertone e Pininfarina. Spoiler, prese d’aria e appendici aerodinamiche per migliorare la stabilità alle alte velocità. Vetri avvolgenti e abitacoli bassi, specialmente nelle supercar. Molti di questi stilemi rivivono attraverso alcuni iconici modelli che ne incarnano lo spirito, allo stand del Museo Nicolis nel Padiglione 7 della Fiera di Vicenza di Italian Exhibition Group (IEG).

La Rolls-Royce Camargue (1975), icona di lusso e innovazione, una delle auto più particolari e discusse della casa britannica, fu la prima Rolls disegnata da Pininfarina, progettata da Paolo Martin e carrozzata da Mulliner, Park Ward in Inghilterra. Un’auto con un design squadrato e all’avanguardia che con la sua carrozzeria avorio madreperlato e gli interni in pelle rossa, rappresenta l’apice dell’eleganza. Dotata del primo climatizzatore a doppia zona, un dettaglio distintivo di lusso e tecnologia, all’epoca fu l’auto più costosa del mondo. Equipaggiata con un motore V8 da 6,75 litri, abbinato a un cambio automatico a 3 rapporti fornito da General Motors, si stima che la Camargue erogasse circa 220 CV, sebbene la Casa non dichiarasse ufficialmente la potenza delle sue auto.

Una vera chicca per gli appassionati che la potranno ammirare da vicino in fiera è rappresentata dalle maniglie di questo modello, espressamente progettate per evitare che i gioielli delle signore ospitate a bordo potessero graffiare la vernice, in fase di apertura delle portiere.

Prodotta dal 1975 al 1986 in soli 531 esemplari, sebbene all’epoca il suo stile fosse considerato troppo audace, oggi si conferma un’auto di nicchia molto apprezzata dai collezionisti, proprio per la sua rarità̀ e per il suo design fuori dagli schemi.

La Matra-Simca Bagheera (1973-1980), una coupé compatta costruita dalla francese Matra in collaborazione con Simca (all’epoca parte del gruppo Chrysler Europe). Una sportiva non convenzionale, dalla distintiva configurazione interna a tre posti affiancati e una strumentazione di stampo aeronautico, il cui nome deriva dalla pantera del Libro della Giungla di Rudyard Kipling, a simboleggiare la sua eleganza e agilità. Dotata di motore a 4 cilindri derivato dalla Simca 1100 Ti in posizione centrale e trasversale per una migliore distribuzione del peso (soluzione sperimentata in quegli anni solo dalla Lamborghini Miura) e di carrozzeria in pannelli di vetroresina, poteva raggiungere una velocità di punta superiore ai 180 Km/h.

Un grande successo commerciale, con oltre 47.000 unità prodotte, incluso un prototipo ibrido realizzato già nel 1974, e chiamato Matra Bagheera Diesel Électrique, oggigiorno la Bagheera è una vettura da collezione ricercata, nonostante la difficoltà a trovarne esemplari ben conservati.

Infine, la DeLorean DMC-12 (1981), simbolo di cultura pop e di un sogno che continua anche a 40 anni dall’uscita della famosa pellicola “Back to the future” (“Ritorno al futuro”) firmata da Robert Zemeckis, in cui il genio del Doc Brown la trasformava in una macchina del tempo. Progettata da Giorgetto Giugiaro, fu costruita tra il 1981 e il 1983. La carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciato e il design futuristico con le porte ad ala di gabbiano, la rendono un’opera d’arte su ruote.

Il motore posteriore è un V6 PRV (Peugeot-Renault-Volvo) da 2.8 litri e 132 CV e telaio ispirato a quello della Lotus Esprit, progettato con il contribuito di Colin Chapman, il patron della Lotus. Grazie alla sua struttura robusta, molte DeLorean sono state restaurate e mantenute in uso per decenni, promuovendo il concetto di riuso invece che di produzione di nuove auto.

Il modello in esposizione allo stand del Museo Nicolis ha sfilato sul red carpet della 75a Mostra del Cinema di Venezia in occasione della prémière mondiale di “DRIVEN” di Nick Hamm, film ispirato alla controversa amicizia tra John DeLorean e Jim Hoffman. Compare inoltre nel videoclip “Piccole Cose” con J.Ax & Fedez ft. Alessandra Amoroso. Inutile negare che ancora oggi la DeLorean continua a far sognare generazioni di appassionati ed il Museo Nicolis celebra questo anniversario con un omaggio a un’auto che ha segnato la storia del cinema e dell’automobilismo.

Nella foto del titolo: Delorean DMC 12 (ph Mercanzin)

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