venerdì 4 Aprile 2025
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Vita e opere di un OGM

Col riaffacciarsi della primavera, l’inizio delle gare, la programmazione delle ferie, gli Organismi Golfisticamente Modificati tornano a manifestare i sintomi della loro mutazione genetica

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E’ stata una tregua armata o una pausa benefica? La lunga parentesi invernale, che dalle piogge infinite di novembre alle nevicate di febbraio ha depositato molta polvere sulle sacche dei carrellanti, anche quelli più incuranti delle intemperie, si avvia a conclusione.

Rispondere d’istinto all’interrogativo di partenza non si può. Da sempre si confrontano due correnti di pensiero: da una parte gli “sfascisti”, ovvero quelli che “inutile giocare spesso, irrilevante praticare, tanto in campo è sempre un’altra storia e indipendentemente da tutto si gioca bene pochissime volte l’anno: tanto vale aspettare quelle rare occasioni”; dall’altra i “luogocomunisti”, ovvero quelli che “se sto fermo troppo a lungo non alzo più la palla e ho bisogno di praticare e andare in campo almeno tre-quattro volte la settimana “. Se abbiano ragione gli uni o gli altri, lo scopriremo solo giocando.

E giocando, appunto, riprenderà i suoi ritmi anche la nostra vita di OGM, Organismi Golfisticamente Modificati, scandita da un calendario che non è quello Gregoriano né quello Maya, non quello Cinese e nemmeno quello Ebraico. E’ il calendario delle gare (e di sfide private, pallinate, match play di circolo) che detta i tempi dell’agenda dell’OGM, costretto a una paziente opera d’incastri tra lavoro, famiglia e golf. Superfluo sottolineare quale dei tre abbia la priorità nell’impostazione del planning settimanale visto che stiamo parlando di una modificazione dell’organismo.

Uno dei sintomi tipici del Carrellante OGM è la sua forte predisposizione alla meteoropatia. Si annuncia attraverso la consultazione compulsiva dei bollettini meteo-web, cui un organismo non modificato dedica invece un’attenzione modesta, episodica e un po’ distratta. L’improvviso mutamento dell’umore, in presenza di una previsione scoraggiante specie del week end, è invece il primo indice attendibile di una modificazione genetica in atto che degenera sovente in vera e propria bipolarità, innescata alternativamente dal felice o infelice esito della consultazione. La stretta relazione di causa ed effetto (causa=pioggia, effetto=depressione; e, all’opposto, causa=sole, effetto=euforia) segnala il progredire della sindrome.

Nella stessa situazione, un organismo non golfisticamente modificato reagisce con maggior misura. Attenti alle eccezioni, però. Se in un week end piegato con dolore alle esigenze familiari, con relativa cancellazione di iscrizione alle gare, verrà giù dal cielo un’imprevista bomba d’acqua (come oggi usa dire), l’indice umorale dell’OGM schizzerà in alto. Per lui non c’è nulla di più consolatorio di un temporale sul barbecue perfidamente organizzato dalla suocera in una domenica di primavera. Accetterà col sorriso anche la malagrazia della moglie che, nella concitazione del salvataggio di vettovaglie varie, troverà il tempo di sibilargli all’orecchio: “Tutta colpa tua, gufo maledetto !”. Ma l’OGM sa incassare con disinvoltura le malevolenze dei “normali”.

Così procederà la sua stagione verso il traguardo dell’estate, quando lo stabilizzarsi di aree di alta pressione, regalerà, in genere, giorni e giorni di sole pieno e, di conseguenza, buonumore costante. Ma anche qui possono esserci eccezioni in agguato. Un’estate come quella del 2014, inusitatamente bagnata, ha avuto effetti pesanti sull’equilibrio psichico dell’OGM, destabilizzato da un’insopportabile condizione di costante incertezza.

Le situazioni più critiche si sono registrate in coincidenza con le vacanze che – occorre specificarlo ? – l’OGM aveva organizzato all’interno di un Resort golfistico. Sarà pure triste Venezia, e magari Lamezia e pure Pomezia: ma cosa di più desolante di 36 buche sotto il naso allagate da piogge incessanti? Lì, mentre la famiglia tramava ai suoi danni un’incriminazione per deportazione coatta in luogo improprio, il Carrellante OGM versava una lacrima dietro la finestra rigata dalle gocce.

E, incredibile, si sorprendeva a pensare: “Sarebbe stato meglio un barbecue dalla suocera”.

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